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IL CAMMINO PROFESSIONALE
Felice Naalin, veronese,
è artista multi-facce che si interessa in ambito internazionale, con
ricerche, allestimenti e mostre, delle ripercussioni della
tradizione figurativa nei comportamenti contemporanei. Le proposte si aprono anche alle ideazioni scenografiche teatrali e circensi (Antico Circo Orfei, Togni e Clown's Circus), oltre che alla pittura spettacolo come Maskerade a Venezia. Laureato in architettura a Venezia e professore di Storia dell'arte. Ha scritto di estetica (Figuralismi, Ed. Lacisium, Verona, 1990; Siamo tutti artisti - Parole d'un eretico, Ed. Morelli, Verona, 2000), di tradizioni popolari (I madonnari annunciatori di anziane storie, Ed. M.G., Verona, 1982; La pittura sull'asfalto, Ed. Pubblipaolini, Mantova, 1984; L'arte di dipingere sull'asfalto, Ed. Demetra, Verona, 2000), di teorie e pratiche delle Arti figurative (Secundum ingenium artis pictoriae, Ed. Morelli, Verona 1983; Il superamento del dissidio in pittura, Ed. Liberty House, Ferrara, 1987; L'arte di dipingere il corpo, Ed. Demetra, Verona, 1997; L'arte di scolpire il legno, Ed. Demetra, Verona, 1998), di storia dell'arte (L'idioma classico nel Duomo di Cologna Veneta, Ed. Distretto scolastico, Cologna Veneta, 1990; Pittura e agricoltura, Ed. L'Informatore Agrario, Verona, 1992; Una vita per l'arte: Giovanni Battista Cavalcaselle 1819-1897, Ed. Pubblidea, Legnago, 1997; Gli Ex voto di San Tomaso, Ed. Pubblidea, Legnago, 1999). Ha collaborato con varie emittenti televisive tra cui: RAI UNO, MEDIA SET, TMC La 7, RAI EDUCATIONAL (RAI SAT and 3 Enciclopedia Mosaico), Canale 5 per il programma "Vivere bene".
UN ARTISTA CHE
INTERPRETA IL PRESENTE La poliedricità è la caratteristica che per prima balza all'occhio, nell'arte di Felice Naalin, Veronese che ha colto una maniera di fare arte in rapporto alle urgenze ed alle necessità di celebrazione del contemporaneo. Felice Naalin spazia in tutti i campi dell'arte e possiede un'incredibile versatilità. Si possono trovare le sue ceramiche in Giappone o sue sculture nell'Ohio e a New York, o ancora suoi ritratti di personaggi nei salotti buoni di Milano. Ma ancora se accendete il televisore, potete vederlo dialogare con vari presentatori sull'affascinante mondo della pittura e vi può capitare, passando per Norimberga, di vedere il suo Totem per i festeggiamenti dei 950 anni della città tedesca. Quello che in lui più colpisce è la facilità con cui passa dallo sperimentalismo più estremo, allo studio dell'arte antica ed alla realizzazione d'opere negli stili e con le tecniche del passato. L'anima di Felice Naalin è in verità sospesa tra due poli opposti, ambedue fortissimi. Da un lato c'è lo studioso legato alla tradizione, in veneto/levantino fedele alle radici del suo popolo, l'iconologo cristiano che con pazienza ed amore infiniti ricerca la rappresentazione del sacro e dell'arte ufficiale, gli schemi compositivi, i motivi ricorrenti. Investiga le tecniche pittoriche e plastiche con il rigore dello storico e la curiosità empirica di chi, a sua volta produce. Dall'altra Felice Naalin è uomo aperto al nuovo in tutte le sue espressioni. Con spirito faunesco indaga il presente e ne attinge le peculiarità. Sono questi due caratteri diversi a fare di lui un personaggio così forte, che ha tanto bene interpretato la singolarità del mondo presente e ne sa trasmettere i messaggi. |
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