PER I SUOI TRENT’ANNI DI COLORE-COLORE

Sono passati sei lustri da quando, ragazzo dai capelli lunghi e spettinati, l’artista veronese allestì la sua prima mostra personale a Legnago, in provincia di Verona, suo paese natale. Ora, con molti capelli in meno, si accinge a festeggiare il significativo traguardo.

Per celebrare il suo percorso professionale, sono previsti  numerosi appuntamenti a livello europeo ed internazionale.

Il 4 marzo scorso nella sua città natale, all’Università del Tempo Libero, ha ripercorso le tappe più significative della sua vita toccando i punti cardine dell’estetica.

Nel mese di maggio è programmato lo scoprimento, all’ingresso della Facoltà di Scienze dell’Università di Verona, di una sua scultura equestre in ferro plasmato ed aggregato, costruita con rivisitazione verosimile degli elementi anatomici.

Ad ottobre sarà collocata nel Municipio di Norimberga, nella sala dove si celebrano i matrimoni, una statua di Giulietta dei Capuleti, opera dell’artista veronese. Significativa ed emblematica la presenza dell’artista veronese nella città del grande Albrecht Durer.

Nello stesso mese presso la sede della Fondazione Sonia-Raiziss di New York, si terrà una conferenza sull’arte di Felice Naalin.

Un calendario di respiro internazionale premia l’impegno trentennale dell’artista e conferma il suo nomadismo che lo porta a vagare sempre alla ricerca di situazioni e luoghi differenti, di eventi insoliti ed inaspettati. Tradisce Felice Naalin il suo luogo d’origine, ma periodicamente vi ritorna. E’ il destino degli artisti, persone proiettate nel futuro e nelle novità, ma saldamente ancorate alle radici.

 

Felice Naalin si forma come pittore e scultore in Italia ed all’estero, ma presto supera le specifiche discipline per dedicarsi alla comunicazione dell’emozione senza limiti di linguaggio espressivo. Dopo gli studi accademici, si laurea in Architettura a Venezia. La sua orbita

tocca molteplici aspetti del mondo artistico. Si occupa di comunicazione ed arte come consulente in RAI, Mediaste, TMC. Nel 1998 viene inviato a Cincinnati per portare la sua testimonianza nelle arti figurative. Nel 1990 è curatore della mostra allestita per il cinquantesimo della fondazione della Chiesa degli Artisti a Roma in Piazza del Popolo. Nel ruolo di coordinatore della Biennale D’arte Sacra a Brera a Milano nel 2000, si consacra voce autorevole dell’iconografia sacra per la profonda conoscenza e per la personale esperienza. Le quotazioni delle sue opere stanno salendo a livello internazionale. E’ autore di numerosi libri tra cui un’autobiografia dal titolo lusinghiero “Siamo tutti artisti”.

 

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