Presidente:
Silvio Ramat
1º premio:
Laura Mauri
di Milano
AL BAR
Nell'angolo
acuto come un grido
siedi muto. Hai cenere e tabacco
fra le dita e i capelli. Col bicchiere
dai scacco alla bottiglia, ondeggia il rosso
o forse sei commosso? Sale il fumo
in vortici: ipnosi azzurra, ottovolante
e lo perdi e lo prendi dentro l'aria
stagnante. Ebbro sorridi deforme
allegria. Ma torna a tuonare
il cuore, caverna vuota che fa eco
al dolore: allora nuovo fumo acceso
tremante tra le dita, denso vino
a coprire quel rumore. Come vespe
i ricordi sciamano fitti, pungenti
come more precoci: con le mani
li scacci divagando. Uno ti guarda
poi danza via al ritmo lento del mare
lungo. Ne accendi un'altra: non sarà
questa ad ucciderti nè quello rosso
e dolcissimo perchè altre sirene
non hai per perderti ma il giorno crudo
ti sbranerà, i monologhi a cena,
il muro nudo grigio fumo: scegli.
2º premio
Cristina Bersani
nata a S.Pietro di Morubio(VR)
CHISSA' DOV'E'
FINITA
Chissà dov' è
finita,
nessuno più lo vede
coi suoi abiti a fiori
e schiva sempre china
su un rivo trasparente
o anche intenta a cOfJliere un'aura un po' speciale
perfino se è in città
AI massimo lo senti
in qualche eco lontano che ormai sa di stantio.
E anche tu per
non sentirti banale
lo eviti o eludi: molto, molto meglio un tema esistenziale.
Quello sì che ti fa autore! Il sonetto? Porcheria!
La rima? No, no, per carità, tutto ciò s'è visto già.
E certo preferisco
un frll, un brll, e un testo squadernato
che il critico ci trova di sicuro significato, qualcosa di profondo,
qualcosa di spessore, e per favore non sia mai più che si parli
soltanto
d'amore.
3º premio
Salvatore Gaspa
nato a Bassano del Grappa (Vicenza)
FORSE
DISIMPRESSIONA NOI L'ETA'
Forse
disimpressiona noi l'età
troppo cantata, forse, e il diseloquio
di scorti fanciulli al gioco.
mi respirava in faccia la sua polvere
il paese sulla cresta del monte
avviluppato, mel mio ricordo
di sarde distese estati.
L'aria assorbiva generosa
il dìssono alalà dei miei coetanei
e me lento lambiva e una compagna
il perdersi di voci alla rughèdda.
Nell'ombra acciottolata del sentiero
caldo di passi loro il mio silenzio
avevo. Ma uno è l'inganno diversi
i suoi supplizi: il duritàre stanco
che due età divide non manda al verde
eliso.
E fu il mio primo scrivere
un 'ansia inascoltata e ruvida
di sogni verso un sicuro fine:
aver sempre del mondo un'irragione.
Per me livore rimava con primòre.
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