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La proclamazione dei vincitori
avvenuta venerdì 28 maggio 2010 nella sala convegni
della Biblioteca civica, via Cappello 43, Verona
1° Classificato Motivazione: l’originalità del testo è nella rappresentazione di uno scenario di quotidiane abitudini dove irrompe, perentoria nella sua autenticità, la richiesta di vero incontro, per vegliare insieme all’altro sull’imprevedibilità della vita imparando a comporre ferite e frammenti per la costruzione di un futuro in comune Bini Marco (Modena) Non ti
chiedo un rimborso in denaro per il
disturbo, solo quel briciolo di tempo mi
occorre che adoperi la sera tra la
doccia e le lenzuola per tastare il
polso alla tua vita inondato dalla
luce dello schermo, un apostolo. Ti
chiedo questa cosa: riuscirai a non
farti prendere dal panico, intendo
alla prospettiva delle cose che
domani ha in serbo per noi? Non
sentirti tuo più in là del pianerottolo, rientrare
nel personaggio, affiancare come
sempre il cucchiaio e la forchetta, raccogliere
i tuoi avanzi e ricomporli dopo cena. Ritmo,
fegato, pazienza: questo non ci manca. Potremmo
farne a meno, noi come pellerossa carponi
sulle traversine, se il minimo sussulto non ci
allarmasse nel battere dell'ordinario? Se non
fossimo sempre pronti a farci un altro goccio. Se non
ci ficcassimo in bocca spazzolino e lima,
per lavarli, i denti, e affilarli. 2° classificato Motivazione: testo struggente che testimonia una delle ferite dell’oggi, ancora una volta alleviata dal ricorso alla scrittura. Versi offerti in nome di tutti coloro che hanno la volontà di uscire da un cerchio opprimente che non concede soste di serenità se non ricorrendo a farmaci Maccallini Paolo (Roma) NESSUN
MESSAGGIO NUOVO Trecento
milligrammi quattrocento,
o niente. Polvere
fine in
capsule d'ostia o gocce
benedette di
fiale ambrate. Mi
affido al pantheon della
farmacopea: Risperidone
padre celeste Sertralina
sua sposa Trazodone
dio dei mari. Assidua
presenza l'ostinazione
del cellulare e del
computer senza
nessun messaggio nuovo. E la
speranza frustrata di
mordere i soccorritori come un
animale ferito. Le
tracce non ritrovo in
questa stanza della
guerra tra la
rabbia e l'impotenza. Il
cranio ne è il teatro mille e
quattrocento grammi di
cervello sfibrato le
rovine. Tutto
quello che rimane adesso è il
desiderio di rivivere un
giorno da
essere umano. Come
quando da
bambino ogni
giorno era una
vita intera. 3° classificato Motivazione: un incipit dall’attualità, che veicola frasi pubblicitarie, conferisce dimensione di grande vitalità a questo testo che prosegue con lessico moderno e brillante un’analisi poetica della parola in tutte le sue manifestazioni, varianti sia deteriori che salvifiche, sia oggettive che del desiderio Cappellini Marco
(Cremona) Enfantterrible
Perchélasalutepassaanchedallapelle LaCoopseitu Cos'è
questa parola invadente
impertinente ributtante giullare
addomesticato con
smagliante sorriso e spento fa
breccia, convince. O
parola di comizi parola
menzognera fomentatrice
falsa di
speranze poi di croci obliate
in urne come
fosse comuni. Oppur
parola pura, aulica azzurra levigata
fin'alla perfezione dello stile autotelica
e libera dal
fracasso e dal fardello ma in
una torre di cristallo imprigionata
isolata, marcia morta. Eppure Parola
da sfiorare e da sentire da
accarezzare e da accudire Parola
facile e forte Parola
debole e puttana Parola
sinuosa Parola da amare Parola
che forma e Parola per plasmare. Ma
Parola che mi muore in mano se
costretto da una volontà in me ma non mia mentre
in punta di penna la tendo Tu Tu non
la cogli. Se Tu
non mi ascolti, se Tu non mi leggi Io non
esisto Se Tu
non capisci Io sono
deforme Se Tu
non rispondi Io sono
misero. Se Tu
non Io sono
solo
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