Presisente: Maurizio Cucchi


1° classificato

 

Giuseppe Nava -  Asso (CO)

 

Respirando

 

Gioco col respiro:

lo porto a ritmo con la notte

di questa casa, cerco sincronia

con il sonno degli altri.

Trattengo a fondo e sento il vento

spremuto tra i canali delle vie,

l'aria che vibra tra le foglie,

lo sfiato sottile sotto la porta.

Trattengo ancora, ecco, quel ragno

nell'angolo, forse lo sento,

respira...

Respiro. Di nuovo il mio,

raffreddato, acre,

sopra l'alito impercettibile

del tempo. Per un momento,

come tante altre volte,

mi sono forse sentito vivo

- e come ogni volta,

con uno scricchiolio di coscienza

o di cuore.

Nella cuccia il cane

russa un poco, sognando ossa

da rosicchiare.

 

 


 

2° classificato

 

Giacomo Dall'Ava - Santa Lucia di Piave (Treviso)

 

Flusso d'incoscienza alle 3:59 AM

 

La lista della spesa in mano

un po' abbozzata

per lo più con parole

puntate e la firma sull'eccetera

eccetera: me la ripiegavo in tasca

alla fermata dei sogni

nel viavai "scusi è il mio turno" // 45 -ancora in pantofole-

45 sì grazie qualche etto o poco più

"No guardi il 45 ferma solo su richiesta".

 

Proiezioni di pensieri col lampadario a penzoloni

90gradi a picco di mezzanotte

(il ventilatore impolverato e spento mi scompiglia le idee):

cosa mi aspetta stasera per cena,

sulla tavola fuorilegge im-bandita

di bestemmie.

 

[4:00 AM, don]

Nel chiaro_oscuro notturno l'incantesimo fa gli straordinari:

è il mio turno

di aspirapolvere per il week end

digitando malinconie impolverate genuflesso in terra.

 

[don]

Manca la maionese

ma il dovere mi chiama,

mi sento l'eroe di un non so che di

casalingo nella corsa a spirale degli affanni svuotati fiato

- - respiro - -

 

[don]

Non ho spuntato niente dalla lista

della spesa (ormai consumata)

appiccicaticcia d'ansia e paura aspettando

l'autobus nell'anticamera in piedi

(chissà mia moglie).

Prendendo a calci l'insonnia puntualmente sveglia:

respiro ancora [don] - - -

 


 

3° classificato

 

Giada Messina - Trieste (Trieste)

 

Ritorno A Casa

 

Nel ritornare soffia

L'amato vento di radici

Che canta le stesse case

In sempre nuovi riflessi e luci

A rischiarare il ricordo infedele.

 

E si rinnova il gesto

D'acquietare valigie stanche

Ferite in viaggio come in battaglia,

istruite da cieli

Dipinti a damaschi di nuvole bianche.

 

E per un giorno si è sovrani

Di ciò che il tempo ha a suo piacere accartocciato:

di tavole in festa, di vigneti, di fuochi

del silenzio loquace del sonno

sui gradini di tufo dorato.

 

Al ripartire segue l'ingiusto senso

D'aver svilito il cuore lasciando entrare

Il pensiero che, di nostalgia,

sia così arduo crescere,

ma così facile invecchiare 

 


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